L'ATTESA
L’attesa porta generalmente con sé una sensazione sgradevole che oscilla tra la semplice noia e uno stato di tensione che cambia per intensità e durata a seconda dell’evento in oggetto.
Non può esserci mai attesa se non c’è consapevolezza dell’imminenza dell’evento.
Essere in coda in mezzo al traffico è fastidioso, ma si è propensi ad accettare quella limitazione alla propria libertà di movimento decisamente meglio dell’attesa davanti al banco della gastronomia al supermercato, di quella in sala d’attesa prima del prelievo del sangue per non parlare di quella che si vive prima di una interrogazione o in occasione del primo appuntamento a cui ci si presenta in anticipo…
L’agitazione provocata dall’attesa è passeggera, l’esperienza e il ripetersi di alcuni eventi ci porta a presumere che anche quello che sta per accadere possa essere simile a quanto vissuto in passato. E così scatta l’equazione meno rischi uguale meno incertezza e quindi sedere più pesante e mente più annebbiata.
Esiste però un’attesa che dura una vita intera e su cui non si può maturare esperienza, se non indirettamente.
Tutti siamo consapevoli che l’evento che conclude la nostra vita prima o poi si manifesterà, ma la sua proiezione in un futuro più o meno remoto riduce la tensione dell’attesa.
L'UNIVERSO DI CIASCUNO DI NOI
Chuck è un bambino che rimane troppo presto orfano, la nonna gli fa scoprire il ritmo e il nonno gli insegna ad apprezzare l’onestà dei numeri.
Chuck cresce e con gli anni anche la curiosità. Ballando si diverte a scaricare a terra il ritmo della musica e lavorando da contabile con la matematica contribuisce a mettere ordine nella vita caotica delle persone e della banca per cui lavora…
Chuck muore a soli 39 anni per un tumore al cervello, ma si è impegnato a vivere sino all’ultimo con gratitudine e nella consapevolezza che tutto era meraviglioso ed avrebbe continuato ad essere meraviglioso anche dopo che si fosse spenta l’ultima stella delle moltitudini contenute dentro di sé.
Si sarebbe spento il suo universo, ma quello cosmico avrebbe continuato a scorrere.
La storia dell’umanità, se paragonata a quella dell’universo, equivale a una manciata di minuti dell’ultima ora dell’ultimo giorno di un anno. La vita di un singolo uomo, in questa stessa misura, è poco più di una frazione impercettibile di un battito di ciglia.
Eppure, anche in quell’istante, c’è
un concentrato di meraviglia.
GRAZIE CHUCK PER AVERCELO RICORDATO!









