COLMARE IL GAP

Ho trattato a male parole uno sconosciuto anziano signore, Cavaliere della Repubblica.

Ne sono dispiaciuto ed ho dovuto scrivere per mettere a fuoco e dare un senso all’accaduto.

LAVAGGIO DELLE STRADE

Non sono ancora le 8 del mattino quando inizio a spazzare da mozziconi di sigarette, cacche di piccioni e immondizia di vario tipo e genere il tratto di vicolo su cui affaccia l’ingresso, le finestre e le piccole vetrine del nostro ufficio di Chieri. E’ presto ma fa già caldo: le maniche della camicia sono rimboccate e arrotolate, ma l’umidità, il collo chiuso, la cravatta ed una certa energia profusa contribuiscono a farmelo percepire più fastidioso di quello che il termometro potrebbe far pensare.

Questo vicolo, nonostante sia nel centro del centro della cittadina e nonostante le indicazioni della società di nettezza urbana prevedano due passaggi a settimana con spazzatrice meccanica in poco più di un anno che lo frequento, nella migliore delle ipotesi, è stato pulito con risorse pubbliche non più di 2 o 3 volte al massimo, per altro dopo mie innumerevoli mail, solleciti e lamentele.

In attesa che il Comune e la società di servizi trovino le risorse e il tempo per prendersi cura anche di Vicolo Romano sono felice di dare il mio piccolo contributo alla Città al pari di come fa la signora delle pulizie del nostro condominio. Il condominio dirimpettaio invece, nonostante sia molto più popolato e frequentato da famiglie e persone non fa assolutamente nulla: probabilmente amano calpestare escrementi di piccione ogni volta che entrano in casa.

Dopo aver spazzato e tolto il grosso, sono solito dare anche una rapida lavata con acqua e detersivo con l’idea di disinfettare un minimo, diffondere profumo e sensazione di pulito per almeno qualche decina di minuti, ma soprattutto per riuscire a rimuovere quello che era sopravvissuto nel secco.

DIALOGO SURREALE

Proprio mentre sto ultimando il lavoro, con la fronte inumidita di sudore mi si avvicina un distinto e atletico anziano signore che mi fa: “Posso dirle una cosa?

Buongiorno! Ma certo!” rispondo io sorridendo ed illudendomi potesse essere una qualche forma di apprezzamento.

Quando lava le suggerisco di mettere uno di quei cartelli che indicano che la strada è bagnata e potrebbe essere scivolosa…

Il mio sorriso è svanito in un attimo e ho iniziato a mostrare i canini…

Scusi, ma non vede che è bagnato, che ho uno spazzolone in mano, la fronte sudata e c’è un secchio in mezzo alla strada?” replico io stizzito.

Sa le compagnie di assicurazione si attaccano a tutto per non pagare se uno si dovesse fare male. Sono stato responsabile della sicurezza di una scuola e …

E non lo lascio finire perché a quel punto inizio a ringhiare come solo i buoni sanno fare.

Ho preteso ed ottenuto innanzitutto che mi salutasse, che mi ringraziasse per quello che stavo facendo e di cui in qualche modo anche lui ne avrebbe beneficiato e ho concluso dicendo che se mai qualcuno avesse avuto la sfacciataggine di venirmi a chiederei danni per essere scivolato mentre camminava guardando il cellulare l’avrei prontamente ripagato con l'intero mio modesto patrimonio senza far intervenire nessuna compagnia di assicurazione.

TRAMA FENICIA

L’intensa giornata di ieri è terminata andando al cinema insieme a Maya.

Avevo letto che l’ultimo film scritto e diretto da Wes Anderson racconta, in forma di commedia drammatica e fantastica al tempo stesso, del rapporto tra un padre (piuttosto particolare) ed una figlia (altrettanto particolare) e, memore di quanto mi avesse colpito a suo tempo la visione di Grand Budapest Hotel, ho pensato di condividere l’esperienza con Maya.

Mi sono addormentato in più occasioni, ma Maya mi ha prontamente rianimato alternando gomitate a dei bei pizzicotti!

COLMARE IL GAP

Per realizzare l’ambizioso progetto del padre bisogna coinvolgere tanta gente, raccogliere consensi e denari dedicare una smodata quantità di energie fisiche e psichiche tanto da essere disposti a lasciarci la vita.

E' come se mancasse sempre qualcosa nelle nostre vite e così siamo sempre in movimento intenti a darci da fare per colmare un GAP surreale.  

Le uniche cose che contano davvero spesso sono più vicine di quanto possiamo immaginare, ma purtroppo ogni tanto ci vuole un pizzicotto o una gomitata per tornare in sé e riacquistarne consapevolezza.

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