La vigilia del Natale 2024 mi sono travestito da elfo e sono partito all’alba per consegnare di persona una piccola parte dei nostri “auguri da collezione”.
La maggior parte viene affrancata e spedita con il tradizionale servizio postale nella speranza che prima o poi arrivino.
Quelli che metto nel mio zaino sono destinati a qualche amico, parente o persona che sovente poco o nulla ha a che vedere con il lavoro, ma nei cui confronti mi fa piacere condividere un pensiero di stima e gratitudine.
Quest’anno molte di queste buste sono state consegnate a Chieri e dintorni a beneficio di persone che ho incontrato negli ultimi 12 mesi, magari anche solo per pochi istanti, ma con le quali è scattata una bella sintonia.
Persone che hanno fatto la differenza per gentilezza e calore umano.
Alcuni esempi per rendere l’idea.
Il personale di alcune pasticcerie in cui mi sono fermato qualche volta a mangiare un toast o a bere un caffè e a scambiare due parole;
gli anziani gestori dell’unico cinema sopravvissuto in città che hanno saputo risuscitare in me il piacere di andare a vedere un film sul grande schermo;
la gentile signora della cartoleria che mi ha regalato due scatolette di punti per pinzatrice invece che vendermeli in un momento in cui sarei stato disposto a pagare qualsiasi cifra;
il one-man-show, al tempo stesso chef, sommellier e cameriere del suo piccolissimo ristorante che è stato il primo chierese (non chierese) a rivolgermi saluto e un sorriso incrociandomi nel vicolo su cui affaccia l’ingresso del nostro nuovo ufficio;
la funzionaria della banca che, nell’epoca delle intelligenze artificiali e della dematerializzazione, è venuta a trovarmi in ufficio per raccogliere qualche ulteriore firma che avevo dimenticato di mettere sui moduli per attivare il Pos;
una vecchia amica fotografa e un gallerista che, in luoghi e tempi diversi, mi hanno fatto scoprire diversi punti di vista con cui vedere lo scatto di un istante, specie se in bianco e nero…
Gli “auguri da collezione” sono nati nel 2017 al termine di un anno che per me era stato piuttosto difficile, in cui mi ero imbarcato in una nuova avventura professionale. Un’altra scommessa sul futuro nel cuore dei miei 40 anni, all'epoca appena compiuti, proprio quando mi sembrava di aver raggiunto un discreto equilibrio tra lavoro, famiglia ed interessi personali…
“Only for brave Persons”
riportava il disegno di una bicicletta senza manubrio, una di quelle in cui i pedali sono direttamente collegati alla grande ruota su cui sei seduto.
Una delle tante bici su cui è possibile trovare l'equilibrio solo pedalando.
E nel messaggio di auguri che mi faceva piacere condividere c’era parte di me, di quello che avevo passato, dell’impegno quotidiano e della speranza per il domani.
E così anno dopo anno la storia ha iniziato a prendere forma e un giorno magari la racconteremo tutta.
Il biglietto di quest’anno è il primo ad essere “tridimensionale” per poter augurare ancora più concretamente che dal 2025 possa crescere qualcosa di buono.
Qualcosa che possa affondare le proprie radici in un terreno fertile e solido, che non rinneghi le proprie origini ma che sia capace di valorizzarle.
Qualcosa di nuovo, originale ed unico che riesca a far maturare qualche altra ghianda.
La mattina di Natale, dopo aver scartato e sciolto quasi tutti i fiocchi di pacchi e pacchettini, io e Maya abbiamo lasciato la mamma a completare gli ultimi manicaretti prima di accogliere gli ospiti e siamo andati al cimitero per portare degli splendidi ellebori ai nonni: suoi e miei.
Dopo aver accarezzato anche loro, visto che c’era un bel sole e per una volta tanto non eravamo in ritardo, abbiamo allungato il nostro giro e siamo andati a salutare anche la
Dottoressa Starola e Armando Testa:
due maestri.
Fermandoci ad osservare la tomba di quest’ultimo, esempio di semplicità, stile ed espressione tanto creativa quanto sintetica, ho iniziato a descrivere a Maya l’originalità dell’enorme crocifisso che aveva davanti a sè.
Proprio mentre parlavo mi è venuto in mente quello che mi diceva mio padre quando mi sforzavo di spiegargli il messaggio che avrei voluto trasmettere con un mio articolo, una foto, un disegno o proprio con una cartolina di auguri come quella in oggetto…
Mi zittiva dicendomi di lasciar parlare esclusivamente quello che avevo fatto.
Credo sia giunto il momento di tacere…
Almeno per quest’anno!









